“Mi chiamo Nour, sono al secondo anno del Liceo Economico Sociale Riccati-Luzzatti di Treviso, e qualche settimana fa ho fatto una cosa che non avrei mai immaginato: ho parlato in francese davanti a una sala piena di studenti e docenti provenienti da sei Paesi diversi. Io, che con il palco ho sempre avuto un rapporto difficile.
Ma andiamo con ordine.

Faccio parte dell’Energy Team della nostra scuola, e lavoro dunque sul progetto Green School, un percorso dedicato alla sostenibilità ambientale. Siamo in otto quelli che sono partiti per Orléans, ma il gruppo è molto più grande. Ci ritroviamo di pomeriggio dopo le lezioni, non perché qualcuno ce lo imponga, ma perché crediamo davvero in quello che facciamo.
Nell’équipe giochiamo tre ruoli: sensibilizziamo attraverso i social e il sito della scuola, rileviamo gli sprechi di energia e di acqua, raccontiamo criticità e buone pratiche. Agiamo su quattro ambiti: energia, mobilità, rifiuti e acqua. Da quattro anni la nostra scuola partecipa alla Green School Competition, attualmente tredicesima edizione, e i risultati sono misurabili: abbiamo ridotto il consumo energetico del 23,56%.
Quest’anno abbiamo avuto l’occasione di ampliare l’orizzonte, partecipando al progetto Erasmus+ “Eau choix: on agit ou pas”. Abbiamo dunque studiato i fiumi della nostra città, Sile e Botteniga, scoprendo particolari sconosciuti, individuando opportunità per il territorio e segnalando criticità da affrontare. Ad aprile abbiamo partecipato alla settimana Erasmus organizzata in Francia, insieme a scuole provenienti da Spagna, Germania, Scozia, Stati Uniti e naturalmente Francia, paese ospitante. Paesi diversi, lingue diverse, contesti diversi ma un filo comune che attraversava tutto: la riflessione sull’acqua come risorsa da conoscere e proteggere. Ogni delegazione ha portato la propria prospettiva locale, trasformando quella settimana in un vero confronto europeo su un tema urgente. Il momento centrale è stato martedì 28 aprile, con la giornata istituzionale all’hemicycle di Orléans, una sala dal respiro solenne, pensata per il dibattito pubblico. Qui io e un mio compagno di quinta, Leonardo, abbiamo presentato il progetto GreenSchool Competition e il lavoro del nostro Energy Team sul territorio che abitiamo e sui suoi fiumi.
Abbiamo raccontato il Sile, il più lungo fiume a risorgiva d’Europa con i suoi 95 chilometri che scorrono fino a Venezia, citato persino da Dante nella Divina Commedia; un ecosistema fragile, con una biodiversità rara che vale la pena proteggere. Abbiamo presentato il fiume Botteniga e la sua diramazione nei numerosi canali che caratterizzano la città di Treviso. E abbiamo parlato di cosa si può fare concretamente per salvaguardarli, spiegando che, dopo i parchi del Sile e dello Storga, c’è la concreta possibilità di realizzare anche il parco del Botteniga.
L’ho fatto in francese, davanti a una platea internazionale. Non è stato facile. Sono una persona timida, e parlare in pubblico mi mette sempre a disagio. Ma in quel momento ho capito qualcosa: quando porti con te un lavoro in cui credi davvero, le parole trovano la strada anche in una lingua che non è la tua.
Nessuno ci obbliga a restare a scuola il pomeriggio. Lo facciamo perché pensiamo che rendere la nostra scuola un laboratorio di sostenibilità, occuparsi del proprio territorio, dell’acqua che scorre nei nostri fiumi, sia qualcosa che vale il tempo e l’impegno. Orléans ce lo ha confermato: quando ragazzi di sei paesi si ritrovano a parlare di biodiversità e sostenibilità con la stessa serietà e passione, è difficile non sentire che si sta facendo qualcosa che conta.
Torno a Treviso con qualche parola di francese in più, con nuove amicizie europee (e non solo), e con la certezza che la sostenibilità si costruisce anche così: un fiume alla volta, una presentazione alla volta, un po’ di coraggio alla volta.”